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L’ultimo libro di Susanna Tamaro: #saltabart

10 dicembre 2014

cover bart

Ero alla presentazione dell’ultimo libro di Susanna Tamaro al Mammacheblog Creativo.

Erano le 6 del mattino di un sabato di novembre, pioveva e avevo passato una notte d’inferno. Una piccola pastiglietta di propoli aveva minato pesantemente il mio fisico, ma non vedevo l’ora di partire alla volta di Milano per incontrare la scrittrice Susanna Tamaro.

L’avevo tanto amata con “Va’ dove ti porta il cuore” suo best seller scritto in forma di diario, dove le confessioni di  un’anziana signora alla propria nipote, fanno scaturire una silenziosa bugia che travolge la famiglia. Un romanzo pieno di sentimenti molto veri, quasi spietati.

Poi passa il tempo, mi perdo e mi ritrovo un sabato mattina davanti a Susanna che mi dice: «Bella la sua collana! Fatta all’uncinetto, vero? E poi ricamata con punti particolari..bella!»

Permettetemi… ci sono rimasta di stucco! Salivazione azzerata e mente con tanta nebbia.

Susanna Tamaro che si rivolge a me ed elogia un lavoro di pura manualità, mero lavoro di punti alti e punti bassi?

Ora, questa donna che scrive libri come io ho la capacità di fare la catenella usando l’uncinetto, esprime un giudizio  riconoscendo arti manuali che pochi addetti ai lavori saprebbero vedere? Devo esser sembrata un’ebete. Un’ebete orgogliosa del proprio lavoro.

Diciamo che poi il mio mal di pancia s’è fatto sentire, e “Salta, Bart!” mi ha tenuto compagnia per diverse ore.

Il libro è per bambini dai 10 anni in su, ma dato che mi piace leggere, ho pensato di testarlo per prima.

Salta, Bart!, è l’avventura di un ragazzo che attraverso l’incontro con una gallina si riscatta da un’esistenza totalmente organizzata dalla tecnologia.L’argomento è estremamente controverso, ovvero l’abuso della tecnologia e il conseguente possibile  indebolimento dei rapporti e della relazioni tra gli esseri umani.

Non è una fiaba classica, in Salta, Bart! i personaggi e le situazioni sono estremizzate per assumere valore simbolico  far passare il messaggio sull’importanza delle relazioni affettive.

Tra le pagine del libro si scoprono i buoni e i cattivi, incontri giusti e incontri sbagliati, che fanno male.

Come gli amici della piscina, che ricordano una parte di bullismo per nulla sottile.

Come l’incontro con il cinese Tien Lu, che distribuisce perle di saggezza con il suo buffo italiano senza articoli.

Come il fortunoso incontro con la gallina d’allevamento intensivo, ribattezzata Zoe, saltata giù da un camion che l’avrebbe portata a morte certa.

Zoe è la protagonista del vero mondo, colei che condurrà Bart in un viaggio di formazione, un’avventura incredibile che comincerà con un tuffo tra le pagine di un libro  molto misterioso.

Il finale lo lascio a voi, ma una riflessione nasce spontanea, Bart ha avuto l’infanzia, i giorni, ogni attimo scandito dalla tecnologia, lasciato in balia delle macchine perché i genitori erano troppo presi da se stessi: noi genitori, siamo sicuri che tutto quello che è media, tecnologia, internet sia positivo per i nostri bambini?

Penso che un giusto equilibrio sia un buon compromesso, senza che la tecnologia prenda il sopravvento sulle e nelle nostre azioni quotidiane. Conoscere e saper usare strumenti che possono aiutare l’essere umano senza però perdere di vista i valori reali più importanti come anche il rispetto per il nostro Pianeta, può giovare a tutti.

A una critica al libro “Va’ dove ti porta il cuore” una volte rispose: «Personalmente ricerco sempre due cose: la semplicità e la verità»

Semplicità, verità e equilibro nell’uso degli strumenti.

Soprattutto per il rispetto di noi stessi, della Madre Terra e del nostro cuore.

 “Post realizzato in collaborazione con Giunti.”

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