varie, vita di tutti i giorni

Lavoro e affini

12 luglio 2013

bracciale  verniciato

Ultimamente quello che mi riesce più difficile, è far capire a chi mi sta vicino, quello che faccio. Soprattutto a quelle persone, come mia madre, che mi vedono per ore e giorni davanti a un computer e passandomi a fianco mi domandano:

– Che ci fai sempre davanti a quello schermo?-

-Invece di star lì potresti darti da fare in qualche altra attività!-

-Mi pare che stai perdendo del tempo!!-

Certe domande e certe affermazioni me le faccio anche io. Oggettivamente a volte mi pare di perdere tanto tempo, di rubare tempo a me, a chi mi vuole bene e non concludere nulla.

Invece altre mi pare di lavorare, tanto, tantissimo e vedo anche i frutti, ma farlo capire a chi ignora persino la presenza nelle nostre vite del computer diventa veramente un’ impresa ardua. Soprattutto quando gli dici che hai un blog (blOg?), che stai rispondendo a una e-mail (imAil?) importantissima, oppure che devi mandare uno screenschot (scrIIIInsciotte?) con una certa rapidità, ecco ripetono quello tra parentesi con faccia a punto interrogativo.

Per capire queste sono le cose base,  quelle che mi succedono tutti i giorni, sabato e domenica compresi perchè il lavoro non finisce mai. Non parliamo di cose un po’ più complesse.

A fatica le persone che mi gravitano attorno sanno che i rullini della macchina fotografica sono stati soppiantati da attrezzi digitali e come tali vanno trattati, ignorando che l’adeguamento deve per forza passare attraverso altri mezzi. I loro cellulari sono dei mattoni del ’98 targati Omnitel e via di seguito. L’ingresso della tv digitale ha affondato le loro poche certezze su un oggetto che ormai avevano assimilato molto lentamente attraverso i secoli. Una strana forma di osmosi aveva facilitato il processo, e invece l’avanzamento della tecnologia è ancora un trauma da assorbire, soprattutto quando dotati di 2 telecomandi non sanno quale utilizzare e i tasti li pigiano come per cercare velocemente la combinazione della cassetta di sicurezza (che logicamente non teniamo).

-Mamma, basta che ti metti gli occhiali! Prendi il telecomando giusto alla prima,  invece di smemorizzare tutto ogni volta (minchia)!-

Lo ammetto, mi vuole bene, lo sento, ma non comprende quello che faccio. Mi dispiace dire certe cose, ma è la realtà, e tutto assume una complicanza, nella complicanza, della complicanza.

A volte neanche io so bene quello che faccio, il mio lavoro è talmente cambiato in due anni che più mi guardo indietro e meno mi riconosco.

Tante cose, tanto amore espresso in modo diverso, amore per quello che faccio che mi fa stare tante ore davanti a un portatile ma che mi piace immensamente.

Non so se si vede, ma per me è questo.

Ho la fortuna di fare quello che piace, ma farlo sul serio, anche con i pochissimi mezzi che possiedo.

A tal proposito devo dire che forse la foto d’inizio è la più bella che abbia mai scattato per questo blog. Con una macchina regalata da una mia “tifosa”, che mi ha conosciuto attraverso il blog e che mi sostiene a distanza.

Una delle tantissime che tutti i giorni mi scrivono e che mi chiedono, come fai?

Io non faccio niente, le cose accadono.

Accade a volte anche di arrabbiarsi, di piangere, di sudare per poter lavorare e portare a casa un risultato, di faticare immensamente, di non dormire, di rifare le foto infinite volte, di non essere contenti del risultato, di essere attaccati, insultati e uscirne distrutti.

Ma è la vita, la vita che ci insegna qual’è la strada migliore per i nostri sogni e ci indica il sentiero, anche cadendo e costringendoti a proseguire.

Molte volte mi chiedo: “che cosa sarò?” Nessuna risposta certa, solo ipotesi e tanta incertezza.

I sogni rimangono quelli di sempre, i sentimenti pure, solo qualcuno sa dove mi porterà il cuore e che destino ho segnato.

Ottimista non lo sono per natura, ho da aggrapparmi alla speranza che quello che faccio e come lo faccio sia il modo migliore per realizzare ciò in cui credo.

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No Comments

  • Reply Elisa 12 luglio 2013 at 20:43

    Ciao Laura,

    ti capisco benissimo! Anch’io sono circondata di persone che non sanno cosa sia e quali opportunità possa regalare il mondo del web ed è estremamente difficile spiegarglielo… Tant’è che a volte lascio proprio perdere… Anch’io ho un blog, anche se piccolino, però è il mio modo per esprimere me stessa e per mostrare agli altri le mie capacità. Anche se ci fossero solo due persone a leggerlo non m’importa, perchè in questi tempi bui ho imparato a trarre soddisfazione dalle piccole cose e a credere nei miei sogni! Tutta questa pappina per dire che non dobbiamo mai smettere di credere in quello che facciamo anche se gli altri non ci capiscono! Chi ci ama ci supporterà lo stesso!
    Un abbraccio,
    Elisa

    • Reply islaura 12 luglio 2013 at 20:58

      Ti devo dare completamente ragione Elisa, ragione al 100%.
      Mi farò sopportare per così come sono, pc annesso 🙂
      Un bacio

  • Reply antonella 14 luglio 2013 at 8:17

    carissima laura… hai proprio ragione quando dici che sei fortunatissima a fare quello che ami davvero e si deve tantissimo… continua a sognare!!

  • Reply Carla 14 luglio 2013 at 13:19

    Lo sapevo, ne ero certa che c’è l’avresti fatta! Vedi la cosa primaria e’non permettere a nessuno di rubar i i sogni o di farci sentire inadeguate. Io mi stimo, so quel che valgo e ho un sorriso per tutti anche per quelli che non mi amano. Tu sei con me e so che arriverai veramente in alto. Un abbraccio e un sorriso

    • Reply islaura 14 luglio 2013 at 14:52

      Ti voglio bene Carla e ti ringrazierò a vita.
      Un abbraccio enorme da me a te .
      🙂 🙂 🙂

  • Reply carla 14 luglio 2013 at 18:07

    al contrario del tuo, il mio lavoro non cambia nel tempo, ma (come il tuo) è difficile da far comprendere agli altri e sicuramente è il lavoro stesso che ci dà la carica per proseguire. quel che posso dirti con certezza (e ci metto la firma, se serve!!) è che il TUO lavoro stimola quella parte di me che altrimenti verrebbe travolta e assorbita dal MIO. sono educatrice e mantenere una vita propria con le proprie passioni talvolta è difficile: quei momenti che mi ritaglio “a forza” per venire qui da te sono i MIEI momenti, quelli in cui faccio qualcosa per me (anche se poi li uso per i nani, miei o degli altri). non posso far altro che RINGRAZIARTI di cuore per aver scelto le tue passioni per lavoro!!!

    • Reply islaura 15 luglio 2013 at 6:15

      Grazie a te Carla <3 <3 <3
      Che belle parole.
      Grazie ancora.
      Un abbraccio enorme.
      🙂 🙂 🙂

      • Reply carla 15 luglio 2013 at 14:35

        …quel che è vero, è vero!
        un abbraccio a te!!

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