vita di tutti i giorni

Il mio paese senza futuro

17 febbraio 2014

 

sofia

Questa notte non ho dormito e ho pensato, magari ho fatto male, ma ci sono delle cose che succedono di giorno e poi ti svegliano il sonno senza una ragione precisa. Ma questa notte avevo più di un pensiero, accadimenti che fanno pensare e ragionare su quello che abbiamo fatto, facciamo e faremo.

Un paese che va a rotoli, una città, la mia città del nord, della Liguria, baciata dal sole e da un panorama stupendo dove la gente è costretta a scappare. Nelle ultime settimane sono partiti tanti ragazzi, giovani e giovanissimi alla ricerca di un lavoro nella lontana Australia, non Milano come si faceva una volta, non Torino, ma un paese straniero e lontano dalle loro radici.

Mi fa pensare, rifletto su di loro che appena maggiorenni sono costretti a fuggire dalla loro famiglia e dal loro Paese perché non c’è più niente da offrire loro.

A scappare da un’Italia che per quante carezze ti possa fare offrendoti un luogo bellissimo, ti ripaga con la dose doppia di calci in bocca.

Non c’è lavoro, non c’è futuro, non c’è più nulla.

E purtroppo non c’è neanche più rispetto di niente e nessuno, men che meno le regole di buona civiltà.

Non c’è uno Stato che possa chiamarsi tale, una regione e una città che faccia almeno gli interessi del proprio cittadino votante.

Abbandonati, ma paganti.

Rimarranno solo i vecchi a morire nel loro paese natio, forse, se non sono scappati a godersi gli ultimi anni di vita e trovarli a mangiare pesce in un qualsiasi porto della Tunisia.

La nostra Patria non ci vuole più, e forse non  fosse capitato a Varazze e con ragazzi che conosco, non ci avrei mai creduto.

Io mi domando come abbiamo potuto lasciare che accadesse una cosa del genere, ora abbiamo un paese morto, governato da morti dove tra qualche anno esisteranno solo cimiteri senza fiori.

 

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11 Comments

  • Reply rosy 17 febbraio 2014 at 15:11

    noooo ti prego….non spegnere la tua mente così creativa!!! sono le persone come te che ci ricordano quanto potrebbe essere grande l’Italia!!

    • Reply islaura 17 febbraio 2014 at 15:17

      Domani torno, ma a certe cose non si può passare sopra con un giro di uncinetto, certe volte nun ce la fo proprio 😉
      Domani torno con un bel post!
      Un bacio sereno 🙂

  • Reply Berenice 17 febbraio 2014 at 17:52

    quanto capisco la tua rabbia! Nell’arco delle mie conoscenze almeno 7-8 persone sono andate via: Londra, Francia, Danimarca, Israele e anche Australia. Gente che aveva anche un lavoro, qualcuno figli, ma dopo anni di precariato sottopagato e incertezza hanno detto basta. Io stessa mi chiedo spesso se non avrei fatto meglio a fare le valigie qualche anno fa….
    Un bacio e piacere di averti letta

    • Reply islaura 17 febbraio 2014 at 19:56

      Anche io, il perchè è un mistero. Mi è sempre mancato il coraggio di fare certe cose.
      Che peccato 🙁

  • Reply firmatocarla 18 febbraio 2014 at 0:02

    I miei cugini sono sempre in giro per il mondo…chissà perché…
    E i loro amici pure, armi e bagagli e via. Triste, ma tanto coraggioso.
    Condivido assolutamente le tue riflessioni sulla politica (assente) della nostra meravigliosa Italia, uno spreco assurdo!

  • Reply verdeacqua 18 febbraio 2014 at 13:01

    come capisco la tua rabbia. Io un pò ci spero ancora. Lo devo fare. O impazzisco.

    • Reply islaura 18 febbraio 2014 at 18:50

      Hai ragione, dai ci spero un po’ anche io, la speranza è veramente l’ultima a morire 🙂

  • Reply Elisa 20 febbraio 2014 at 11:35

    Mi ha fatto venire la pelle d’oca… con grande amarezza condivido ogni virgola di quello che hai scritto… se penso che ho un fratello lontano ormai da anni e una figlia maggiorenne che rischia di fare la stessa fine… :o(((
    però non dobbiamo abbatterci, dobbiamo lottare e continuare a fare esplodere le nostre belle energie creative e sperare che ci sia un futuro migliore per noi ma soprattutto per i nostri figli… daiii forzaa… avanti tutta!!
    Un abbraccio grande
    Elisa

    • Reply islaura 20 febbraio 2014 at 17:17

      Sai una cosa Elisa ? in questo paese purtroppo non si può vivere di creatività, e ogni volta che qualcuno prova a lavorare con quello che produce prende delle sonore mazzate.
      Il problema è che anche le persone devono cambiare, cambiare per capire e apprezzare il lavoro altrui, cosa che adesso non sappiamo fare. Ridotti in miseria non possiamo che rivolgerci al lavoro extracomunitario e a basso prezzo.
      Speriamo bene.

      Un abbraccio enorme.
      Laura

  • Reply iogurumi 21 febbraio 2014 at 17:35

    purtroppo anche la lontana Australia ormai non offre futuro, a parte, per i più giovani, poter lavorare come camerieri per un paio d’anni, ma se si pensa di andare in Australia per stabilirsi e trovare un futuro si è in errore.
    Parlo ovviamente di chi parte adesso e non di chi è partito qualche anno fa, che qualche speranza ancora ce l’aveva.
    Purtroppo ogni paese, a differenza del nostro, cerca di essere sempre più protezionista, quindi dà i posti di lavori in primis ai propri cittadini, e poi, se c’è posto, agli stranieri, ma i requisiti per ottenere visti di lavoro sono moltissimi e sempre più restrittivi.
    Sono finiti i tempi degli italiani che facevano faville in tutto il mondo. La verità è che non ci vuole nessuno, a parte per fare i pizzaioli e i cuochi…

    • Reply islaura 21 febbraio 2014 at 20:59

      Hai ragione, lo so che è difficile anche laggiù.
      Ma in ogni caso qui questi ragazzi sarebbero veramente per la strada, almeno imparano un mestiere e son pagati 😉
      Un bacio 🙂

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