vita di tutti i giorni

Genitori e figli, figli e genitori.

9 settembre 2013

 

IsLaura mamma e figlia

Mi ritengo una persona fortunata, sono una persona fortunata.

Ho una grande famiglia, tanti amici, tante persone che mi vogliono bene, ho i miei figli che sono per me quello che di più prezioso potessi mai desiderare.I figli come più volte ho detto sono il dono più grande che la vita mi abbia mai fatto, senza di loro secondo me  l’esistenza non avrebbe senso, o meglio non avrebbe preso la piega che ha preso e sicuramente non sarei la persona che sono.

Questo ogni tanto è bene ricordarlo, soprattutto se si perde facilmente la pazienza a causa di qualcosa o qualcuno.

Ho amici che questa fortuna l’hanno persa o non ce l’hanno, o ancora non l’hanno mai avuta oppure per quale arcana ragione, mai trovata.

Secondo me, c’è da parte di qualcuno un disegno ben definito, una sorta di racconto vitale che ci segna il percorso da seguire. Il fatto di nascere sotto una buona stella o cattiva, trovarsi in una famiglia piuttosto che in un’altra, in un contesto perfetto o meno è solo fortuna, chiamatelo come volete, destino.

Qualcuno è stato destinato da qualche altro per vivere in un certo modo, non si spiegherebbe perché io scriva a “bord de mer” e sia nata in Italia e cert’altri abbiano trovato i natali in Ciad e aprendo gli occhi si sian ritrovati la pelle color cioccolato.

Comunque il fatto determinante, dopo la nascita oltre all’ambiente circostante è  comunque come il percorso si affronta.

Per questo mi ritengo fortunata.

Avere figli non è facile, crescerli tanto meno e la società non aiuta.

Se poi la famiglia si disgrega e i genitori si separano  la cosa diventa difficoltosa. Equilibri spezzati, vite che da un momento all’altro vengono scomposte all’inverosimile, figli divisi, persone distrutte. Non mi sono mai spiegata perché questo succeda, o se la colpa sia da attribuire più a uno o che all’altro, io vedo solo sofferenza di genitori e figli.

Dal di fuori vedo in sintesi un lutto e non faccio altro che ascoltare.

Se poi oltre al lutto di una separazione o di un divorzio, con tutta la rielaborazione  che può portare, si aggiunge il dramma al dramma quando i figli scelgono di abbandonare la mamma e andare ad abitare con il papà( o viceversa).

...“Stava meglio con il padre” non è la risposta giusta che mi potete dare voi dal di fuori.

Troppo semplicistica.

Troppo facile.

Ignora i sentimenti, gli affetti, il cordone ombelicale scisso troppo presto e tutto quello che una scelta così drastica può comportare.

Perché a volte ci sono cause e concause, concause delle concause e pressioni psicologiche che vanno al di là della solita sbroccata del genitore complessato, insicuro e con sete di vendetta sull’altro.

Non sono psicologa, non sono niente a questo mondo, sono solo mamma e posso sentire la sofferenza di chi rimane senza figli senza una ragione apparente e con una sola risposta: “ha 14 anni e può scegliere, sta meglio con me!”, non mi sta bene.

Chi sta passando questi momenti di lontananza dal proprio figlio, senza una risposta costruttiva, senza un sostegno ha tutta la mia solidarietà. Non ditemi che poi è amore perso, che non servirà che i figli tornino dalla mamma a chiarire il perché o la ragione che li ha indotti a intraprendere una scelta così drastica.

Non credo che un figlio si possa dimenticare, annullare, consolandosi con la ragione semplicistica, per me non basta, io non riuscirei sopportarlo, forse non sarei abbastanza  forte e matura, questo è più di un lutto. Se sei morto sei un corpo che non parla che non cresce e che cammina solo assieme agli angeli, il sapere che un po’ della tua carne non ti riconosce più come madre penso sia  devastante.

Mi domando come queste cose cambino il corso della vita e allo stesso tempo se questo giovi a qualcuno, usare i figli per rivendicazioni personali o per problemi personali pregressi è una scena che ultimamente vedo spessissimo, che rende le persone tristi della vita.

Tante cose capisco, tantissime, poche le condivido, ma due non tollero: chi alza le mani sugli altri e chi usa i figli per le proprie rivendicazioni personali che sono sintomi di disturbi al quale non riesco, ma soprattutto non voglio dare un nome perché non le annovero tra le cose umane e neanche animali. Sono cose sbagliate e intollerabili, punto.

Per questo che sono fortunata anche con la mia famiglia sincopata, sbragata, rappezzata e scentrata.

 

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6 Comments

  • Reply Chiara - Ideekiare 9 settembre 2013 at 8:45

    Una cosa è certa: i rancori, le insoddisfazioni e le aspettative che a volte ci si porta dentro senza esprimerle (in maniera costruttiva, possibilmente…), crescono e devastano tutto.
    La rabbia covata che esplode.
    Ecco, se già si riuscisse a parlarne con chi si ama (o con chi potrebbe aiutare), invece che tener tutto dentro, in alcuni casi il peggio sarebbe scongiurato.

    ciao!

    • Reply islaura 9 settembre 2013 at 8:51

      Guarda Chiara, è un periodo che ne vedo di tutti i colori, ci sarebbero da scrivere infiniti articoli, ma io non riesco a capire perchè la gente goda a far del male alle altre persone, il perchè.
      C’è qualcosa che mi sfugge, soprattutto quando ci sono di mezzo dei figli.
      Sono molto delusa dal mondo.
      Ciao cara!

  • Reply firmatocarla 9 settembre 2013 at 8:49

    Volevo prendere tempo per rifletterci su e commentare con calma, ma non posso. Le cose che non tolleri, per me sono altrettanto illogiche, pericolose, deleterie. E lo sono, oltre che per gli adulti, per i figli. Gli adulti son grandi e grossi, soffrono, ma possono chiedere aiuto, anche se non è sempre nè facile, nè scontato (e la legge non aiuta, poco ma sicuro). Ma i segni che un adulto egoista-insensibile-immaturo(-violento, che non serve sempre alzare le mani per essere violenti…) lascia sui propri figli sono indelebili. Se li porteranno per tutta la vita.
    Questo post miu tocca da vicino, molto vicino. Io come te sono una fortunata. Vivere accanto a queste situazioni è devastante. Ma ti fa vivere ciò che hai con tutt’altra ottica. Grazie per aver condiviso queste importantissime riflessioni. E scusa lo sfogo, ma le cose devono essere dette. Ti abbraccio.

    • Reply islaura 9 settembre 2013 at 9:06

      La cosa che vedo ultimamente è che in realtà ci sono tante persone che stanno affrontando questo dolore.
      I figli a una certa età hanno libertà di scelta.
      La loro scelta è dove stanno meglio, dove la vita è più semplice, senza ragionarci mica tanto!
      Allora una volta bisogna anche dare luce al genitore che rimane solo.
      E poi bisogna vedere quanto l’altro ha remato contro, ma qui il discorso è lungo e non voglio neanche tentare di interpretare.
      La mia enorme solidarietà a chi si trova in questa situazione.
      Un bacio a te Carla!

  • Reply Carla 10 settembre 2013 at 10:54

    Anche io sono una persona fortunata Laura, e questo post tira fuori problemi che mi auguro di non vivere mai! Vedersi rinnegare da chi ami di più su questa terra, è un dolore intollerabile! Hai voglia a dire che prima o poi i figli capiranno….il tempo perso non lo si recupera più!
    Vorrei lasciare una frase ottimista, ma su questo argomento non riesco, proprio perchè mi pare che, da simili situazioni, ne escano tutti sconfitti.
    Un caro saluto.

    • Reply firmatocarla 10 settembre 2013 at 20:18

      quanto sono d’accordo…pagano tutti dazio…

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