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Ai genitori dei bimbi anticipatari

30 giugno 2014

famiglia di svitati diy

Parlo da genitrice consapevole, tempo addietro, di bimba anticipataria.

Premessa:  tenete conto che i figli crescono, se femmine la daranno via prima del previsto, se  maschi sarete chiamati da qualche forza dell’ordine perché vostro figlio tredicenne ha provato ad andare in motorino senza casco e senza patentino.

Anticipatario è colui che è stato iscritto dai genitori alla scuola primaria con un anno di anticipo. Mia figlia nata a gennaio del 1998 ha usufruito dell’entrata in vigore di una legge che consente ai bambini di 5 anni, nati dal 1 gennaio al 30 aprile, di andare a scuola. Tolta la “primina privata”, si entra così direttamente nel mondo della scuola con un anno in anticipo.

Allora, parlo dei primi anni 200o, la scelta fu dettata da scelte del tipo:

  1. “Non vuole più andare all’asilo!”
  2. “Fa i compiti con (al) fratello!”
  3. “Non vuole più giocare, si è stufata di andare alla scuola materna!”
  4. “Facciamo un giro solo alla scuola primaria, 2 piccioni con una fava”.

La scusa 1 è durata anni, la 2 e la 3 hanno iniziato a vacillare già nei mesi delle vacanze estive, la 4 è facile, obiettivamente era vero, ma poi è risultato irrilevante nel lungo periodo, con tutti i figli da prendere e portare è stato quasi inutile.

Cosa devo dire?

Come mi sono trovata come genitore? Eccomi a ragionare sull’allora scelta.

Ammesso e concesso che lei non mi ha mai creato problemi scolastici, anzi, bisogna  però considerare tante variabili esterne, interne , famigliari e circostanze varie. Detto questo, mi pongo ora, come è successo in questi anni, certe riflessioni e magari qualcuno ci ragionerà sopra:

  • La tenuta a livello fisico, anche se tuo figlio è nato a gennaio e in classe ci saranno quelli di dicembre (per cui 1 mese di differenza) ci saranno anche quelli nati a gennaio dell’anno prima, per cui risulta veramente 1 anno di anzianità! E vi posso assicurare che la differenza si vede, eccome. Se poi decidete di fargli fare tempo pieno e scegliete tutto il giorno a scuola, considerate che la scuola non è l’asilo e viceversa. A schiattà per la scuola ci sarà tempo più avanti.
  • Cambio amici: mollare quelli della sua età per passare a quelli più vecchi, in sostanza altre persone, a volte non è semplicissimo. E poi vedremo che non è tutta questa meraviglia d’esperienza (l’adolescenza arriva per tutti).
  • Ci sono i catechismi, pallavoli, nuoti, atletiche di tutti i sacramenti e oltre, e si farà fatica a venirne a capo. Cioè se il catechismo va con gli anni scolastici, ogni sport considera invece gli anni anagrafici, per cui prevedete rugne del tipo:” Io voglio stare con le mie amiche di scuola,  gneeeeehhh!”, e tu devi spiegarle in millemila lingue diverse che non si può. Per cui lui o lei farà sport con gli amici dell’asilo (dimenticati perché piccoli), quando si erano già fatta con fatica gli amici alle elementari. Un delirio.
  • Il rapporto con le maestre, e successivamente con i professori. L’idillio finisce non c’è storia. Si approda un anno prima nel mondo della scuola reale. Finisce per sempre quelle fase di gioco eterno con le “seconde mamme” che erano le maestre della scuola dell’infanzia. Siete sicuri di voler sottrarre ai vostri figli un anno di gioco che poi non tornerà mai più nella vita? Per questo, tornassi indietro, la costringerei ad andare alla scuola materna ancora 2 anni.
  • Considerate bene che i figli crescono prima. Ebbene sì, crescono, e faranno le cose prima e impareranno anche quello che vorrete evitare. Gli amici grandi sono un’attrazione, non lo ricordate? Verrà l’età della scemenza e anticipare per tempo le stronzate non è un bene. Invecchierete voi, prematuramente, con largo anticipo sulla tabellina di marcia.
  • La tenuta a livello di testa, questa  direi che è l’unica cosa che forse ho azzeccato!

A conti fatti, lo rifarei?

No! Assolutamente NO!

In questi giorni sento mamme che vanno all’asilo tale perché lo preparano bene per la scuola, che imparano inglese, a contare, a scrivere, ad azzeccare anche l’accento regionale della zona di Kyoto e pronunciare marcatamente anche le vocali desonorizzate del giapponese standard. Mi vengono i brividi, giuro. Il gioco non tornerà mai più, ma poi anticipare per andare dove?

Avevo anch’io questa “Urgenza”?

Forse sì, forse no, ma  tenete conto che anticipare troppo l’inserimento e l’inizio alle primarie, ha il rischio di anticipare troppo prematuramente uno sviluppo cognitivo e psicologico che richiedono invece delle tappe e delle età ben precise.

La sostanza è che le femmine la daranno via prima, sicuro. (Ce l’avete mandate voi con i più grandi, ehhh, ricordate?).

I maschi rischieranno la vita su di uno scooter, non suo, prima del tempo.

 

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18 Comments

  • Reply Marina 30 giugno 2014 at 8:33

    Anch’io due anni e rotti fa pensavo con mio marito di far anticipare la scuola a nostro figlio, un bambino abbastanza precoce nell’apprendimento e socievole (per cui pensi che gli sarà utile negli studi, ecc. ecc.) ma parlando con le maestre dell’asilo, osservandolo, riflettendo sul cambiamento asilo/scuola, abbiamo deciso di lasciar perdere. Ora ha finito la prima e ci siamo resi conto che la nostra decisione è stata quella giusta. Secondo me si deve fare questa scelta soprattutto sulla base del carattere del bambino e della sua emotività.

    • Reply islaura 30 giugno 2014 at 14:20

      Hai ragione Marina. 🙂

  • Reply Oltreverso 30 giugno 2014 at 9:14

    Grazie Laura! Anna già scrive legge e dà molti punti ai bimbi della sua classe tipo che é la prima ad andare senza rotelle, ma ho sempre pensato che fosse perchè è di gennaio. Abbiamo avuto il dubbio sull’inserimento anticipato alle elementari e poi abbiamo deciso per il no, pensando che un anno in più con le maestre speciali che ha sarebbe stato più prezioso di altro. Il dubbio peró rimaneva. Leggerti me lo fuga non poco. Grazie grazie! Paola

  • Reply Chiara - Ideekiare 30 giugno 2014 at 9:33

    Ciao Laura,
    sai che a me, invece, piacerebbe tenere ancora un anno all’asilo mio figlio di dicembre?
    Se non fosse che sicuramente lui la vedrebbe come essere trattato diversamente dai suoi compagni, quasi quasi ci farei un pensierino.
    Fosse nato quindici giorni dopo non avrei avuto questo pensiero… mannaggia!

    • Reply islaura 30 giugno 2014 at 14:23

      Ciao Chiara, ma tu sai se eventualmente si possa ritardare l’inserimento a scuola?

  • Reply firmatocarla 30 giugno 2014 at 10:39

    ciao Laura 🙂
    non avevo mai pensato a molte delle conseguenze che tu hai elencato, ammetto… ma per i miei maschiotti abbiamo optato per andare tranquilli e lasciarli un anno in più all’asilo… e mi sa che per loro è stata la scelta migliore 😉
    spero davvero di avere quell’anno in più di tranquillità!!! 😀

    • Reply islaura 30 giugno 2014 at 14:24

      SICURO! 😉

  • Reply Pandora 30 giugno 2014 at 12:41

    Ciao Laura,
    io sono come tua figlia, una (allora mi chiamavano) primina, 12anni più vecchia rispetto tua figlia.
    Mia mamma era attratta dalle tue stesse riflessioni, più la spinta delle maestre dell’asilo perché “giocavo poco”, sapevo già leggere e scrivere ma sopratutto perché ero una gigante e sembravo più grande della mia età.
    Sono finita così in una scuola privata con un credo molto diverso da quello della mia famiglia (all’epoca alla pubblica non mi accettarono), la più piccola della classe benché la più alta.
    Sono cresciuta costantemente in anticipo col resto del mondo, un pesce fuor d’acqua e perennemente strattonata tra “quelli con cui vado in classe assieme” e “quelli che hanno la mia stessa età”.
    Ora, a 28 anni, mi sono rimessa in pari e ho trovato il giusto equilibrio tra colleghi e amici. Non mi sento di colpevolizzare la mia famiglia, ha sempre fatto quello che pensava fosse il meglio per me e a pensarci bene se non avessi fatto la primina sarei rimasta il pesce fuor d’acqua ma nel senso opposto: la più grande, la più timida, quella che sapeva far tutto prima degli altri.
    Morale della favola? E’ andata bene così 🙂 ma tornassimo indietro non lo rifaremmo.

    • Reply islaura 30 giugno 2014 at 14:39

      Pandora, mi hai commosso.
      Ecco casa vuol dire scegliere per gli altri, il ruolo di genitore impone certe scelte che a volte possono essere sbagliate e a volte giuste. Magari che il tuo “giocare poco”, fosse solo giocare in un modo diverso?
      Ogni caso è veramente a se, ogni esperienza è diversa. Però è un’urgenza generalizzata quella di dover iniziare prima, sapere tutto prima e dover essere sempre primi in tutto.
      Tornassi indietro non lo rifarei, la lascerei giocare e annoiare sino allo sfinimento alla materna.
      Si impara anche così. 😉
      Un abbraccio!

  • Reply Germana 3 luglio 2014 at 16:13

    Io non l’ho mai vista come una buona cosa. Addirittura ho mandato mia figlia alla materna a 4 anni anzichè a 3 perchè le piaceva troppo stare con la nonna. Sono sempre stata contraria alle anticipazioni di questo tipo 🙂

  • Reply Donatella 12 luglio 2014 at 21:48

    Ciao Laura,
    ti seguo da un po’ ma è la prima volta che ti scrivo, forse perchè questa volta mi sento chiamata in causa.
    Noi abbiamo mandato nostra figlia anticipataria alla scuola dell’infanzia, quindi a 3 anni compiuti a gennaio, non senza dubbi. Alla fine però siamo stati molto contenti perché è stata inserita subito in un contesto familiare ed accogliente, in un gruppo di bambini con cui ha immediatamente instaurato forti legami. Da qui la difficoltà di separarla da alcuni di loro nel momento in cui c’era da scegliere se mandarla o no prima anche alla scuola primaria. Dopo mille “paturnie” e titubanze abbiamo optato x la seconda soluzione e, dopo i tentennamenti del primo anno perché si affaticava più degli altri, ora che ci avviamo verso l’ultimo anno crediamo (e speriamo) di aver fatto la scelta giusta. Le maestre sono soddisfatte dei suoi risultati, non solo didattici, ma soprattutto di socializzazione e di crescita. E’ una bambina in gamba, un po’timida, che conquista tutti con la sua generosità e creatività. L’anno scorso abbiamo copiato le tue spille col cartoncino del gelato: un successo!
    Scusa se mi sono dilungata un po’ troppo, ma volevo fare la voce fuori dal coro!
    Donatella

    • Reply islaura 13 luglio 2014 at 19:48

      Ciao Donatella, Grazie dei complimenti!!!
      Felice di conoscerti e sono felice per voi e per la vostra bambina, felicissima!!! <3
      Un bacio!

  • Reply Grazia 19 febbraio 2015 at 11:31

    Ho più di 40 anni nata in luglio per cui ho iniziato la prima elementare a 5 anni appena compiuti. Difficoltà di socializzazione alle medie che avrei avuto ne più ne meno cominciando la scuola a sei anni. Assolutamente non l’ho data via prima ahahaha, comunque ho un figlio nato in febbraio che ha dovuto per problematiche con le maestre della materna cominciare la prima elementare prima. Sicuramente la problematica più grande è combattere contro la premeditazione rispetto all’anticipo delle maestre e sicuramente la differenza di annualità tre scuola e sport. Mio figlio ora è alle superiori ma soffre problemi di bullismo che avrebbe sofferto in ogni caso a causa della sua timidezza che non sparirà nel nulla. Credo che ognuno debba fare ciò che sente senza preconcetti. Alle medie dove le insegnanti non avevano preconcetti sull’anticipo è andata benissimo quindi…lo rifarei senz’altro si, poi la fortuna fa la sua parte
    Grazia

  • Reply Amedeo 9 febbraio 2016 at 16:46

    Sono un bimbo (oramai quarantenne) anticipatario. Penso che il Suo articolo pecchi di un incredibile generalismo e pressapochismo. Ogni bimbo é un’isola, io a conti fatti sono contento di essere andato a scuola un anno prima (ero di quelli che all’asilo si annoiava) ; non mi é mai mancato un gioco, ho intessuto bellissimi rapporti con i “bimbi più grandi” (i miei attuali amici) e, non ci crederà, non mi sono schiantato in motorino. Saluti

    • Reply IsLaura 9 febbraio 2016 at 17:11

      Buongiorno Amedeo. Ecco, come dice lei sono pareri ed esperienze personali.
      Grazie del suo contributo!
      Buona giornata.
      Laura

  • Reply Mary 6 gennaio 2017 at 16:18

    Anticipataria anche io, così come mio fratello (lui, peraltro, nato a fine giugno e non a gennaio)! 🙂
    L’ho data MOOOLTO dopo delle mie compagne, e mio fratello non è mai salito su un motorino. Ci siamo entrambi laureati con il massimo dei voti, io in interprtariato e traduzione, e lui in medicina. Felicissimi entrambi di esserci risparmiati un anno di studi e i mei migliori amici sono stati quelli che a scuola erano due anni più grandi di me. Solo per dare un’opinione diversa. Sono certa che ogni bambino sia un discorso unico e generalizzare sia un grosso rischio. Sto valutando di far anticipare uno dei miei tre figli e spero di fare la scelta migliore! 🙂

    • Reply IsLaura 13 gennaio 2017 at 13:16

      Ciao Mary, io devo dirti che è veramente difficile generalizzare, mia figlia non è male a scuola e ora è all’università e frequenta medicina sperimentale, per cui non ci lamentiamo. Per nulla.

      Io sono sempre un po’scettica sull’anticipare, ora a posteriori. Lei è felice, noi pure, ma perchè non farlo un anno dopo? Oppure, sarebbe stato ancora meglio aspettare un anno, meglio ancora di adesso?

      Boh, nessuno lo può sapere. 😉
      Baci!

  • Reply ILARIA 16 settembre 2017 at 12:28

    GRAZIE….LA SUA ESPERIENZA MI HA FATTO RIFLETTERE TANTO E HO PRESO LA DECISIONE DI LASCIAR FARE UN’ALTRO ANNO DI GIOCO A MIO FIGLIO !!!

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